Circola una convinzione nata da un’interpretazione errata su una tipologia di erba sintetica: se il manto è “multidirezionale”, i teli si possono girare come si vuole, ruotare di 90 gradi per risparmiare sullo sfrido, accostare con orientamenti diversi senza conseguenze. È una semplificazione che nasce da un equivoco sul significato stesso del termine, e che produce difetti visibili e spesso irreparabili a posa conclusa.

Che cosa significa davvero “multidirezionale”

Nessun manto sintetico è privo di direzione. Ogni prodotto nasce da una tuftatrice che inserisce i filamenti nel supporto primario per file successive, in un verso preciso di avanzamento. Quella direzione di produzione esiste sempre, anche quando non la si vede a occhio nudo.

Con “multidirezionale” i produttori indicano un manto progettato per rendere meno evidente l’effetto direzionale. Ci si arriva con filati arricciati o testurizzati, con miscele di filamenti diversi, con un’elevata densità di punti e con un’altezza del pelo calibrata. Il risultato è un tappeto in cui il verso del pelo si legge meno, e non uno in cui il verso sia scomparso. Si tratta di una riduzione dell’effetto, non di una sua eliminazione.

Perché la direzione conta ancora

La luce. I filamenti riflettono la luce in modo diverso a seconda dell’angolo con cui vengono osservati. Guardando il manto contropelo si vede soprattutto la parte bassa della fibra e il colore tende a risultare più scuro. Guardando secondo il pelo si vedono le punte e il colore appare più chiaro e brillante. Un manto multidirezionale attenua questa differenza ma non la annulla, e la differenza emerge proprio quando due teli adiacenti hanno orientamento diverso. In quel caso la separazione tra le due aree si nota a colpo d’occhio, con una variazione di tono che cambia anche nell’arco della giornata, al mutare dell’incidenza del sole.

Il supporto. Il backing ha un comportamento diverso nel senso di produzione e in quello trasversale, sia per stabilità dimensionale sia per dilatazione termica. Teli orientati in modo diverso si dilatano e si contraggono in modo non coordinato, e questo sollecita le giunzioni proprio nel punto più delicato del lavoro.

Le giunzioni. È l’aspetto più critico dal punto di vista tecnico. Una giunzione ben eseguita si nasconde perché il taglio avviene tra due file di punti, rispettando il passo del manto, in modo che le due file affacciate mantengano la stessa distanza di tutte le altre. Tagliando e giuntando in direzione trasversale, o accostando teli ruotati, si lavora fuori da questa logica. Il passo tra le file non coincide, i filamenti vengono tranciati o schiacciati sotto il nastro, e la linea di giunzione si legge anche a distanza.

Gli errori tipici in cantiere

  • Ruotare un telo di 90 gradi per ridurre gli scarti di materiale, accettando una differenza di tonalità che il cliente noterà nelle prime settimane.
  • Posare teli provenienti da lotti di produzione diversi senza verificarne l’identità, aggiungendo alla differenza di orientamento anche una possibile differenza di colore.
  • Considerare il termine commerciale “multidirezionale” come una garanzia di compatibilità tra orientamenti, senza leggere la scheda tecnica del produttore.
  • Orientare i teli in base alla comodità di stesura, anziché in base al punto di osservazione principale dell’area.

Come si imposta correttamente la posa

Le regole operative sono poche, e vanno applicate sempre, anche con manti multidirezionali.

  1. Stesso verso per tutti i teli. Il senso di produzione deve coincidere su tutta la superficie. Prima del taglio si verifica l’orientamento di ogni rotolo e lo si contrassegna.
  2. Direzione scelta rispetto al punto di vista principale. Si decide in funzione di dove il cliente guarderà il giardino più spesso, di norma dalla casa o dalla terrazza, e si orientano tutti i teli di conseguenza. Il piano di posa va pensato prima di aprire i rotoli.
  3. Giunzioni sempre tra le file di punti. Il taglio segue il passo del manto, senza tranciare filamenti e senza lasciare file dimezzate.
  4. Stesso lotto di produzione. Si utilizzano rotoli con identico numero di lotto, e si segue l’ordine di numerazione quando è indicato.
  5. Spazzolatura coerente. La rifinitura con infill e la spazzolatura vanno eseguite con lo stesso criterio su tutta la superficie, per uniformare la ripresa del pelo.

Il costo reale del risparmio

Girare un telo per recuperare qualche metro quadrato di materiale sembra un’ottimizzazione, ma il vantaggio economico è modesto rispetto al danno. Un difetto di orientamento o di giunzione non si corregge con un intervento superficiale. Spesso richiede di sollevare e riposare le porzioni interessate, con costi di manodopera, nuovo materiale e tempi che superano di molto il risparmio iniziale, per non parlare del danno di immagine verso il cliente. Come per il sottofondo, si tratta di un errore che si decide in fase di preparazione e si paga dopo.

In sintesi

Multidirezionale non vuol dire omnidirezionale. Significa che il manto tollera meglio le variazioni di luce, ma le regole di posa restano quelle di qualsiasi manto sintetico: un solo verso, giunzioni tra le file, lotti omogenei, orientamento ragionato rispetto al punto di osservazione. Chi lavora in questo modo consegna superfici uniformi e durature, e può rispondere con dati e metodo a qualunque contestazione.

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